Aggressione e rapina al babbo, pronto soccorso e questura.(“Gli homeschoolers isolano i loro figli dal mondo” in realtà è proprio vero l’opposto!)


IL 2 dicembre, verso la una e un quarto di notte, Luca, mio marito, è stato aggredito e derubato da due malviventi, forse italiani, in zona Lancetti a Milano.
Lo hanno colto di sorpresa, buttato a terra, gli hanno fracassato una gamba con due fratture e derubato delle sue preziose attrezzature fotografiche.
Preziose sentimentalmente perchè per lui avevano un valore affettivo di vecchia data, preziose economicamente perchè in tutto , se si ricomprano usate, partono circa 4000 euro!

In quel momento mentre ciò accadeva io e Francesco eravamo a casa, io ero in bagno e mi vedo arrivare mio figlio che mi dice che non vuole stare da solo nella stanza, perchè ha paura, gli chiedo di cosa ha paura e lui mi risponde dei ladri che aggrediscono!! Non aveva mai espresso prima una paura del genere e credo non esagerato dire che la sua paura espressa proprio in quel momento sia stata un riflesso telepatico, tanto che ha voluto prendere la sua seggiolina e stare in bagno con me.

Verso l’1,30 ho chiamato Luca perchè non lo vedevo arrivare e così ho scoperto che lo avevano aggredito. Mi ha detto che stava bene e che stava tornando a casa a piedi e che era vicino. L’ho chiamato altre 2 volte dicendogli di prendere il taxi o chiamare un ambulanza, noi non abbiamo l’auto, ma lui sempre a dirmi che stava bene. E’ arrivato a piedi e non so come ha fatto alle 2 di notte.
Volevo andare subito all’ospedale ma lui non ha voluto. Così abbiamo parlato, ci siamo abbracciati, abbiamo detto:

” meno male che sei ancora vivo perchè potevi essere morto”

Ho pregato mio marito di non andare più in giro a quell’ora di notte da solo piuttosto di prendere un taxi, poi gli ho messo una pomata alla gamba dolorante e siamo andati a dormire.

Il giorno dopo siamo andati in taxi al pronto soccorso del Gaetano Pini, portandoci dietro Francesco, per scelta , perchè mia madre in ogni caso era troppo distante e perchè pure lui preferiva così.

Dicono che noi homescoolers proteggiamo troppo i nostri figli isolandoli dal mondo, la mia versione delle cose è all’opposto che non li proteggiamo affatto troppo, se mai al contrario li accompagnamo nel mondo molto di più e non risparmiamo loro quasi nulla del mondo, infatti in tutta questa orrida vicenda nostro figlio è sempre stato con noi, sapendo sempre la verità vera e assistendo a tutto e anche lui preferiva così.

Così Francesco ha potuto vedere e assistere a tanti aspetti del nostro sociale, ovvero le ore e ore nell’affollato pronto soccorso, dove per fortuna c’era un angolo bimbi carino.

Quando ho visto che Francesco era stufo e dopo aver appurato che avremmo fatto notte, l’ho portato prima un po’ al parco giochi che per fortuna c’è li davanti e poi a mangiare qualcosa al meraviglioso bar Quadronno, famosissimo bar di serate notturne, dove capitai anche da ragazza, e dove fanno i panini più buoni, meravigliosi e speciali di Milano!

Ho preso qualcosa anche per Luca e siamo tornati al Pronto Soccorso. Verso le 23 siamo riusciti a rientrare a casa, ma il giorno dopo alle 10 dovevamo essere di nuovo li all’ospedale. Inoltre alle 12 avevo pure un appuntamento non rimandabile dall’ortopedico per mio figlio.

Eccoci quindi di nuovo al pronto soccorso, a comprare le stampelle per Luca, ad andare dall’ortopedico coi mezzi pubblici. E finalmente siamo arrivati a casa, noi coi mezzi , Luca col taxi e poi nel pomeriggio di nuovo lunga attesa in questura. Devo dire però che nel frattempo ero riuscita a farmi una fondamentale bella scorta di libri di adesivi per Francesco che ci hanno aiutato tutti quanti.

Inoltre Francesco per Natale desidera tanto avere la stazione di Lego della polizia e così era pure abbastanza contento di poterne vedere una dal vivo.

Ed eccolo quindi prima nella sala d’attesa della questura,

poi con un gentilissimo poliziotto:

Luca ora è ovviamente dolorante, sotto paracetamolo, punture nella pancia ecc ecc e 40 giorni almeno di gesso fino all’inguine!

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4 commenti su “Aggressione e rapina al babbo, pronto soccorso e questura.(“Gli homeschoolers isolano i loro figli dal mondo” in realtà è proprio vero l’opposto!)

  1. Che brutta esperienza…!
    A noi è capitata una cosa simile, sulla “veggenza” dei bambini: un venerdì pomeriggio mia figlia mi ha chiesto dal nulla come mai da noi non venissero mai i ladri, e da chi vanno e se da noi verranno mai, ecc.
    Sul momento ho liquidato il discorso con un bel: Ma-perchè-mai-dovrebbero-venire-dei-ladri? No-certo-che-qui-non-vengono.

    Poi siamo partiti per il fine settimana e il lunedì mattina eravamo in questura a fare denuncia.
    La prossima volta la prendo più sul serio!

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