Anche la mamma con le migliori intenzioni può sbagliare!

Ieri ho ceduto alla tentazione di chiedere  a mio figlio di fare una cosa che lui non aveva una gran voglia di fare,   ho sbagliato perchè devo stare sempre attenta a non rischiare di pressare, non credo lo rifarò più, purtroppo  ero troppo curiosa di vedere come se la cavava Francesco confrontandosi con un materiale più standard di matematica per i 6-7 anni. Il peso delle aspettative del mondo su mio figlio e me, non  è sempre facile da portare e può indurmi a sbagliare!

Avevo in casa questo  libro didattico di matematica acquistato per una bambina di 7 anni e che poi per vari motivi non le era stato più dato. Sfogliandolo mi sono resa conto che quei concetti mio figlio li conosceva tutti e volevo vedere come se la sarebbe cavata all’atto pratico.

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Qui bisognava completare con gli adesivi i numeri mancanti, Francesco non ha avuto alcun problema

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Qui bisognava scrivere i numeri mancanti, Francesco non ha avuto alcun problema a risolvere concettualmente l’esercizio e ha per il momento qualche problema in più a scrivere i numeri, nel senso che sa scriverli e conosce come sono scritti , ma la sua grafia lascia desiderare e ogni tanto inverte la direzione del uno

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I due esercizi completati da Francesco

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A mettere al posto giusto gli adesivi delle decine e delle unità non ha avuto problemi e nemmeno a cerchiare il numero maggiore ha avuto difficoltà

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In questa pagina e in quella che segue non ha avuto alcuna difficoltà

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Anche questa l’ha risolta immediatamente

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Anche con le centinaia di questa pagina non ha avuto alcun problema!

In realtà poi ha risolto a voce anche altre pagine, ma non voleva scrivere  il risultato e quindi non l’ho  di certo obbligato a farlo.

Anche se  non gli ho imposto di  fare questi esercizi,  l’ho un po’ pressato e mi sono ripromessa di stare più attenta a non pressarlo con mie richieste, perchè anche la pressione emotiva può togliergli parte della voglia di apprendere, qualche volta anche la mamma con le migliori intenzioni può sbagliare  e sarebbe fin troppo facile per me pressarlo purtroppo!

Le aspettative del mondo e le aspettative introiettate dal mondo dentro di me su quello che mio figlio alla sua età dovrebbe saper fare, non sono sempre facili da zittire, troppo facile è la tentazione di mettersi e metterlo alla prova per motivi che non riguardano davvero il suo bene, ma solo quello che tutti si aspettano da lui e da me. Certamente se mio figlio fosse stato uno di quei genietti precoci, questo peso sarebbe stato nullo, mio figlio è invece  al momento molto nella media, forse un poco più avanti in matematica e un po’ più indietro  e più lento nello scrivere e leggere, come odio che mi venga in mente di categorizzare mio figlio in parametri, eppure lo so bene cosa diceva Holt in “Come i bambini apprendono” e autocitandomi dalla mia stessa intervista sul’unschooling:

dobbiamo porre molta attenzione  a non mettere in atto l’ ansia da prestazione e i paragoni dei nostri figli con le tabelle di marcia. Ci comportiamo come se i bambini fossero dei treni obbligati a viaggiare in perfetto orario. I bambini non apprendono secondo ritmi costanti, ma a scatti e la frequenza di questi scatti è direttamente proporzionale all’ interesse che provano per la materia di studio. Il problema della libertà, della scelta su come fare una cosa o se farla o meno, è della massima importanza per l’unschooling. Pressarli rischia di togliere loro l’interesse spontaneo e quello che cerchiamo di insegnare loro potrebbe interferire con quello che stanno cercando d’imparareDevono essere sempre i bambini a scegliere in quali, dei mille modi possibili, esplorare il mondo e come imparare e quando imparare.

Comunque in serata voleva che gli cantassi le canzoni che conosco della mia infanzia e così tutti e tre col babbo pure, abbiamo cantato, ballato e fatto i gesti della canzone “Ci son due coccodrilli..”, “La macchina del capo”,” Un austriaco felice”,  “Il leone si è addormentato, “Alla fiera di mastro Andrè”, “Ci vuole un fiore”, “Alla fiera dell’est”, “Nella vecchia fattoria” ecc ecc

Quelle che non mi ricordavo bene le abbiamo cercate su you tube:

http://www.youtube.com/watch?v=jay8l3hx_ZE Alla fiera di Mastro Andrè

http://www.youtube.com/watch?v=20YC9QiMs54 Alla fiera dell’Est

http://www.youtube.com/watch?v=EQvIlYPmfNE Il leone si è addormentato

http://www.youtube.com/watch?v=YhCY_6rf-HQ Nella vecchia fattoria

http://www.youtube.com/watch?v=zlI-tfkdhjE Ci vuole un fiore

E poi abbiamo guardato assieme una serie di video-canzoni  classiche:

http://www.youtube.com/watch?v=JvZ8YwykAKw&list=RD38cLdIODI6s

 

 

 

 

10 thoughts on “Anche la mamma con le migliori intenzioni può sbagliare!

  1. Certo che sbagliamo anche noi, ma io non ci vedo tutto questo dramma nello sbagliare ed è questo il messaggio che voglio trasmettere a mia figlia. Io credo che tu abbia fatto bene a forzare un po’ Francesco, perché in questo modo hai scoperto qualcosa in più di te e di lui, e son sicura che quando ne avrà voglia e si sentirà pronto Francesco riprenderà in mano quel libro e si metterà a far tutto da solo. Anche io ho “sbagliato” quando ho iniziato a leggere in inglese a mia figlia: le ho letto un libro troppo complesso, per bimbi di 5 anni (lei ne aveva 2), ma con belle illustrazioni…un libro che oggi è il suo preferito e sorride quando le racconto che io glielo leggevo quando non sapeva nemmeno una parola di inglese. L’ho “forzata” anche nei suoi primi tentativi di lettura e scrittura, ma è stata una forzatura breve come la tua, poi ho smesso :).

    • Grazie Graziana, lo so che nessuno è perfetto tantomeno io e che non è sbagliato essere imperfetti, anzi. Però credo davvero lo stesso di aver sbagliato a forzare un poco mio figlio, visto che non aveva voglia di fare quello che ha fatto e lo ha fatto solo perchè io ho insistito. In realtà sapevo già che mio figlio era capace di fare quelle cose di matematica, visto che sta elaborando anche le migliaia, ma a volte è come se anche le mamme hanno bisogno di conferme e questo può portare a sbagliare, senza farne drammi è così e l’importante è esserne consapevoli.

      Io non credo invece che la lettura di un libro per i 5 anni a tua figlia può essere stata una forzatura se lei ascoltava volentieri…..

      Ciao e grazie!:-)

    • Come ti capisco…!!
      Mi sono resa conto di recente di essere partita con il piede sbagliato: le pressioni e le aspettative esterne, il confronto con i coetanei e la paura di sbagliare mi hanno portata ad insistere un po’ troppo con mio figlio, 6 anni. Il risultato è stato ovviamente di rifiuto e chiusura da parte sua. Solo dopo aver ripreso i ritmi tranquilli degli anni passati, tutto è ripartito con entusiasmo e divertimento e ovviamente non mancano i risultati in termini di apprendimento!
      Grazie per aver condiviso, mi sento un po’ meno sola (per il momento siamo gli unici unschooler della nostra città)!

      Posso chiederti il titolo del libro didattico di matematica di cui hai parlato? Pare che mio figlio sia interessato…(ha sentito che ci sono gli adesivi che lui adora!)
      Ciao! Chiara

      • Grazie Chiara è proprio come dici e fa bene confrontarsi tra unschoolers! Mi chiedo se fai parte di qualche gruppo sul web di homeschoolers, perchè se siete di Milano anche voi potrebbe essere interessante conoscersi, se vuoi ti posso scrivere per email. Per il titolo del libro ora non posso prenderlo, ma domani te lo dico!

        • Il libro Chiara è: “Calcolo e risolvo” AREA MATEMATICA della Disney ALLENA-la-mente, è un libro di fatine che dovevamo dare ad una bambina di 7 anni ma poi non abbiamo più dato.

          • Grazie mille!!
            Sono iscritta a educazioneparentale.org, qualche giorno fa ho risposto alla tua proposta di incontrarsi in una ludoteca di Milano, purtroppo troppo distante per noi. Ti chiedo l’amicizia, grazie ancora, ciao!

  2. Mi si sta aprendo un mondo… Quanti anni ha Francesco?
    Il nostro Attilio ha 3 anni e mezzo. Ha iniziato quest’anno la scuola dell’infanzia, di cui non va matto (e nemmeno noi), ma abbiamo sempre fatto moltissime attività a casa. Lui, per esempio, sa ritagliare benissimo e maneggia le forbici correttamente e con prudenza, mentre a scuola non glie le fanno ancora usare. Io e il mio compagno siamo molto affascinati dall’ unschooling… Grazie per condividere queste tue esperienze e complimenti per la consapevolezza, il coraggio e la costanza. Shanti.

    • Ciao Valentina, piacere di essere utile se posso.Quando ho scritto questo articolo Francesco aveva esattamente 6 anni e 1 mese. All’asilo mio figlio ci è stato solo due giorni e solo perchè io ho insistito che almeno provasse, andava tutto bene, solo che poi lui ha preferito stare a casa a fare tante cose assieme e a giocare con i suoi amici al parco. Con le forbici mio figlio non è bravissimo nemmeno ora, si taglia e sa tagliare, da sempre gli ho lasciato forbici a disposizione, ma la precisione del taglio deve ancora arrivare, d’altronde non facciamo questa scelta perchè abbiamo un figlio avanti o genietto o perchè abbiamo voglia di esibire le precocità di nostro figlio, anzi Francesco è un bimbo decisamente molto molto normale, per nulla genietto e con i suoi tempi in ogni cosa che noi genitori abbiamo intenzione di lasciargli.
      Ciao e grazie!:-)

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