Ancora tanti giochi al parco e difficoltà con la bicicletta da grandi

Ieri ovviamente siamo andati ancora al parco e c’erano il doppio delle persone di ieri, ma non avevo la macchina fotografica dietro, quindi non ho foto.

Francesco ha giocato ancora con David. Hanno fatto tanti giochi tra i quali pure milioni di cose con una bottiglietta di plastica che riempivano d’acqua e poi ne facevano di ogni, compreso “disegnare” per terra col getto che usciva dalla bottiglia.
Altri giochi poi li hanno fatti Francy, il suo amico David e un altro amichetto di nome Giacomo, con dei palloncini che gonfiavano e sgonfiavano e ne osservavano il moto nell’aria quando li lasciavano andare. Ridevano al  suono “PRR” del palloncino, se tiravano il beccuccio, mentre usciva l’aria,  perchè sembravano scorreggine e poi se lo mettevano sul dito e sembravano avere un dito enorme e gonfio ecc ecc
Quando li  hanno gonfiati e annodati,  non paghi di giocare “normalmente” al palloncino lo bagnavano esternamente d’acqua creando schizzi multipli nel colpirlo con altre risate.

Insomma ho potuto assistere in diretta a quanta fantasia spontanea hanno i bambini se liberi !

Ieri andando e tornando dal parco abbiamo anche provato la bicicletta da grandi che gli ha regalato usata il nonno, ma Francesco non riesce a pedalare!

E’ la prima volta che finalmente  Francy tocca per terra coi piedi con questa bici,  è molto pesante  e vanno aggiustate le rotelle perchè in alcuni momenti la ruota  dietro gira a vuoto, ma mio figlio non è stato finora  molto interessato nè portato per le biciclette.

Che tristezza sentivo dentro per lui,  nel vedere che provava e  provava e riprovava ma non gli riusciva! Avevo paura che si demoralizzasse, che ne risentisse la sua autostima!

Ho cercato anche di non tradire la mia delusione e il mio non riuscire a capire questa sua difficoltà, perchè è giusto che si senta amato in qualsiasi modo lui sia e non è che tutti siamo uguali e che per forza siccome ha 5 anni deve riuscire ad andare in bicicletta, anche se sempre con le rotelle.

Quando si è scoraggiato e non voleva più pedalare, prima l’ho invitato varie volte a farlo da solo e poi quando ho visto che proprio non ci riusciva ho legato una cintura  alla bici e l’ho trascinato per la strada invitandolo intanto a pedalare, è sempre un allenamento che gli fa bene e confido che prima o poi ce la farà! Forse chi mi vedeva mi giudicava una madre che vuol tenere al guinzaglio il figlio anzichè lasciarlo pedalare in libertà e non immaginano certamente  che mio figlio, anche se con molta pazienza avevo provato a lasciarlo fare, di fatto non riesce a pedalare! ( Sarà troppo pesante per lui? La ruota che a volte gira a vuoto? Non ci è portato per nulla come suo padre? Forse perchè ha i plantari ortopedici per via dei piedini piatti? Forse aveva davvero ragione l’ortopedico di questa estate che il suo valgismo calcaneare non gli facilita affatto il pedalare, anche se pedalare gli fa tanto bene?)

Francesco ama correre, muoversi, arrampicarsi e saltare, è molto coraggioso ,scatenato e si impegna per ore anche nelle attività fisiche,  come ad esempio si può vedere qua: http://lacasadiserendippo.altervista.org/rafforzare-lautostima-e-la-fiducia-in-se-stessi/ ma con la bici per me è un mistero che lui non riesca a pedalarci, anche  perchè io da piccola ero molto diversa da lui e alla sua età non solo pedalavo, ma pedalavo anche senza rotelle. Quindi per me è difficile capirlo in questa sua difficoltà,  ma appunto non bisogna fare confronti e far  sentire le proprie aspettative sui figli, è giusto e sacrosanto che ognuno sia come sia e si senta un figlio pienamente accolto e amato in qualunque modo sia e ogni persona ha le sue peculiarità, i suoi pregi, i suoi difetti, le aree di massima eccellenza e quelle di nessuna eccellenza.

 

 

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2 commenti su “Ancora tanti giochi al parco e difficoltà con la bicicletta da grandi

    • lacasadiserendippo il said:

      Hai proprio ragione non dovrei preoccuparmene, è difficile a volte e si rischia di minare pure l’autostima dei proprio figli con queste nostre preoccupazioni, che non sono le loro finchè non siamo noi a passargli tali preoccupazioni! Chissà cosa però mio figlio ha percepito dei miei pensieri e stati d’animo su questo? Ora però mi sembra che gli piacerebbe saperci andare, senza per forza farne una malattia, ma non ci riesce.
      Grazie per le tue parole mi servivano proprio!:-))

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