Approfondimenti su alcuni insetti

Ieri  la mattinata è trascorsa all’insegna degli approfondimenti scientifici sugli insetti, mio figlio guardando la sua cavalletta giocattolo mi chiede:

Mamma come fa la cavalletta a fare dei salti così grandi?

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Sia io che suo padre pensavamo dipendesse dalle zampe molto lunghe e guardando su internet abbiamo avuto la conferma che sono proprio le sue zampe posteriori, essendo molto lunghe e la cavalletta molto leggera, a permettergli i suoi grandi salti.

Mamma perchè le api pungono con questo pungiglione che hanno qui dietro?

Mi chiede di nuovo mio figlio indicando il “sedere” dell’ape di plastica, parte di un suo set di insetti giocattolo.

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Io non sapevo neppure dove fosse esattamente questo pungiglione! Quindi abbiamo cercato assiemecon la magnifica risorsa di internet e in questa pagina abbiamo trovato molte risposte:http://www.apicolturaonline.it/apepunge.html

Che in ogni alveare ci sono delle api guardiane e sono femmine operaie. Che i fuchi, i maschi della api, non hanno pungiglioni, perchè il pungiglione è una modificazione di un’apparato prettamente femminile ovvero l’ovopositore. Che le api attaccano solo per difendere la colonia di api e l’alveare, e nel fare questo a volte muoiono. Infatti il loro pungiglione è fatto in modo che se entra in un tessuto molle, come il nostro corpo, rimane incastrato e per tentare di liberarsi l’ape si strappa dal corpo non solo il pungiglione, ma pure parte delle viscere addominali. Invece quando punge altri insetti questo non succede. Anche le api regine hanno un pungiglione, ma  è fatto diversamente è più facilmente retrattile e lo usano per combattere tra api regine. Inoltre l’aggressività delle api può variare molto a seconda della specie  o della trasmissione genetica anche all’interno della stessa colonia, perchè la regina si accoppia con tanti maschi diversi.

Abbiamo guardato com’è fatto il pungiglione nel dettaglio dell’immagine ingrandita, con gli uncini che incastrano lo stiletto del pungiglione nel corpo molle, impedendogli di uscire e il serbatoio del veleno: apepunge2bAbbiamo letto anche tutti i suggerimenti per non farsi pungere:

Evitare di bere bibite, specialmente nei mesi estivi e soprattutto quando ci si trova in luoghi aperti o durante i picnic, senza guardare prima nel bicchiere e senza badare alle lattine delle bevande, specialmente se queste sono già state aperte e in parte consumate: infatti potrebbe essere penetrato qualche insetto attirato dal liquido spesso zuccherato.Non addentare frutti, in particolare quelli succosi e molto maturi, senza averli preventivamente ben osservati.
Fare attenzione alla presenza di nidi che si possono trovare nelle cavità dei tronchi e dei muri, in fori nel terreno (specie nei prati), nelle canne ecc.
Non usare spray, lacche, profumi perchè l’ape molte volte ne è attratta. Non avvicinarsi agli alveari senza le difese necessarie usate dagli apicoltori (maschera, affumicatore, ecc.).Non disturbare sciami e non distruggere nidi di apidi selvatici, perchè questi se molestati, aggrediscono. In ogni caso non fare mai movimenti bruschi nel tentativo di liberarsi dagli insetti, perchè si potrebbe peggiorare la situazione; cercare invece di allontanarsi in fretta ma senza agitarsi.

 

Ulteriore domanda di mio figlio:

” Ma le formiche e le api hanno le ossa?”

Allora gli ho parlato dell’esoscheletro di molti insetti, ovvero quella parte dura che ricopre, sostiene tutto il loro corpo e protegge gli organi interni.

Poi Francesco ancora si voleva assicurare sul fatto che però le formiche non pungessero e li mi è sorto il dubbio che potevano anche esistere formiche pungenti e infatti anche sulle formiche abbiamo scoperto cose molto interessanti.( a questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Formicidae#Morfologia)

“Le formiche si difendono e attaccano tramite morsi e, in molte specie, tramite punture che possono iniettare o spruzzare sostanze chimiche come l’acido formico. Le formiche del genere Paraponera, localizzate nell’America Centrale e Meridionale, sono considerate tra le specie che dispongono dei pungiglioni più dolorosi anche se le sue punture non sono mortali per l’uomo. A questo pungiglione è stata data la valutazione più alta nell’indice di dolore Schmidt Sting che rileva le varie intensità di dolore causato da punture di vari insetti dell’ordine Hymenoptera. Il pungiglione della specie Myrmecia pilosula può essere fatale per l’uomo ed è stato sviluppato un siero antiveleno.[11] Le formiche del genere Solenopsis, invece, dispongono di una sacca contenente una pozione di alcaloidi di piperidina.[12] Le loro punture sono dolorose e possono essere pericolose per le persone ipersensibili alla sostanza.[13]

 

Così abbiamo guardato anche sul mappamondo dove fosse l’America centrale e meridionale e colpiti dal fatto che la Myrmecia o ” formica buldog” potesse essere fatale per l’uomo abbiamo cercato dove vivesse: in Australia! Abbiamo insieme cercato l’Australia sul mappamondo e scoperto pure che queste spaventose formiche possono avere delle dimensioni che variano dai 15 mm ai 40 mm!! Incredibile! http://it.wikipedia.org/wiki/Myrmecia

Poi mi ha chiesto perchè lo scorpione si chiamava scorpione e così attraverso  una ricerca sull ‘etimologia della parola abbiamo rilevato che  sembrerebbe derivare dal latino scorpionem e dalla radice di un verbo che significa “ferire, tagliare”.

La mattinata insomma è passata a discutere tra noi di questi insetti, a guardare le foto, a commentare gli insetti di plastica di mio figlio.

Ma la sera tardi  prima di andare a letto mio figlio mi chiede ancora :

Mamma ma perchè la formica normale da solo un pizzichino ?

 

Ma è troppo tardi davvero per ulteriori ricerche e quindi la rimandiamo a domani!

 

 

 

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Un commento su “Approfondimenti su alcuni insetti

  1. Noi abbiamo approfittato delle vacanze al mare, con invasione di vespe in spiaggia, per spiegare ai bimbi le differenze tra api e vespe, visto che spesso alla vista di un insetto ronzante giallo e nero si grida: un’ape!! e nella maggior parte dei casi si tratta invece di una vespa.
    E abbiamo anche imparato che l’effetto del veleno varia da persona a persona, dal punto in cui si viene punti e dall’intensità con cui si viene punti, ma forse tutto ciò i bimbi avrebbero fatto volentieri a meno di impararlo!!

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