Il compleanno secondo gli antichi

Com’erano i compleanni degli antichi?” mi ha chiesto Francesco ieri.

Grazie  alle sue domande a volte scopro assieme a lui  cose che non sapevo.

Non sapevo ad esempio che i primi a festeggiare i compleanni pare siano stati gli Egizi, 3000 anni prima di Cristo, ma lo festeggiavano solo i figli maschi dei re e le regine e duravano giorni interi. Era importante tenere la registrazione del giorno della nascita  perché la data di nascita era essenziale per fare l’oroscopo, ma pare appunto che solo i faraoni conoscessero il proprio giorno di nascita, il resto del popolo lo ignorasse e non c’era l’abitudine di registrare il giorno di nascita dei neonati.

L’invenzione della torta di compleanno pare sia stata degli antichi Persiani e invece il rito delle candeline sulla torta è un invenzione degli antichi Greci.

“I greci credevano che ognuno avesse uno spirito protettore o dèmone che era presente alla sua nascita e vigilava su di lui durante la sua vita. Questo spirito aveva una relazione mistica con il dio nel cui compleanno la persona era nata. Anche i romani accettavano questa idea. . . . Questa nozione è stata tramandata nel pensiero religioso dell’uomo e si ritrova nell’angelo custode, nella fata buona e nel santo patrono. . . . L’usanza delle candeline accese sulla torta ebbe origine dai greci. . . . Venivano messe sugli altari dei templi di questa dea [Artemide] torte al miele tonde come la luna e con candeline accese. . . . Nella credenza popolare, le candeline sono dotate di uno speciale potere magico per esaudire i desideri. . . . Le candeline accese e i fuochi sacrificali hanno avuto uno speciale significato mistico sin da quando l’uomo ha eretto i primi altari ai suoi dèi. Le candeline della torta di compleanno sono pertanto un omaggio e un tributo al bambino che compie gli anni e portano fortuna. . . . I saluti e gli auguri di buon compleanno sono una parte essenziale di questa festa. . . . L’idea trae le sue origini dalla magia. . . . Gli auguri di buon compleanno possono esercitare un’influenza buona o cattiva perché quel giorno si è più vicini al mondo degli spiriti”. — The Lore of Birthdays, di Ralph e Adelin Linton, New York, 1952, pp. 8, 18-20.

 

In realtà quella che definiamo una torta, era per gli antichi Greci  più una sorta focaccia che in greco antico veniva chiamata “plakiys” e che in latino divenne poi “placenta“. La ricetta di questa “placenta semodialis”, prima antenata della torta di compleanno, ce la fornisce Marco Porcio Catone nel De Agricultura LXXVI:

«Versare due libbre di farina di farro in acqua e quando si sarà bene ammorbidita, metterla in un mortaio nel quale verranno aggiunte, un po’ alla volta, quattro libbre di farina. Impastare e lavorare il tutto molto accuratamente, quindi stendere delle sfoglie che verranno messe ad asciugare. Una volta asciutte, ungerle con un panno intriso di olio. Nel mentre impastare a mano, in un recipiente, del formaggio di pecora assicurandosi che sia molto fresco e aggiungere un po’ alla volta del buon miele. Amalgamare con cura. Prendere una teglia, foderarne la base con uno strato di foglie di alloro precedentemente lavate ed asciugare. Stendere una sfoglia e disporla sullo strato di foglie di alloro. Iniziare a comporre la placenta alternando uno strato di formaggio a una sfoglia e così via fino al completo utilizzo dell’impasto. Cuocere in forno e servire.»

Gli antichi Romani festeggiavano solo il compleanno di capi e imperatori. La legge prescriveva perfino le iniziative e gli spettacoli da organizzare: un dramma teatrale, uno spettacolo del circo, un combattimento tra gladiatori, un banchetto notturno.

Con la diffusione del cristianesimo, fino al IV secolo dopo Cristo, si perse la tradizione di celebrare il compleanno. Nella concezione cristiana primitiva è la morte ad avere più significato, per i cristiani la morte ha il significato di rinascita, di passaggio a nuova vita: per questo i primi cristiani la ‘festeggiavano’. Anche per gli Ebrei il festeggiamento del compleanno era solo un’ usanza pagana da evitare.

Dal IV secolo in poi  la Chiesa cristiana stabilì che la data di nascita di Gesù era il 25 dicembre, anche la tradizione dei compleanni riprese. Nei registri della chiesa si annotavano le date di nascita di tutti gli abitanti.

Ma secondo le ricerche effettuate da Jean-Claude Schmitt, la festa di compleanno così come la festeggiamo oggi si diffuse molto tardi, prima negli ambienti aristocratici dell’epoca moderna, poi nella borghesia del XIX secolo e infine, ma non prima del XX secolo negli ambienti popolari.

Di tutte queste cose abbiamo parlato assieme io e Francesco anche se l’argomento non era certamente così facile per lui e da questo argomento sono sorte altre sue domande che affronterò in un nuovo articolo come ad esempio” Chi sono i nobili? Chi sono gli eroi?” la curiosità di mio figlio a volte è indomabile e io devo sempre fare ricerche con lui per rispondergli.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Compleanno

http://www.treccani.it/enciclopedia/festeggiare_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

http://www.dolceinfesta.it/art-33/le_origini_del_compleanno_e_della_torta_di_compleanno

http://textours.blogspot.it/2012/01/la-genesi-della-torta-di-compleanno.html

http://amicomario.blogspot.it/2012/07/festeggiare-il-compleanno-un-rito-di.html

 

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