Il gioco del parla: un possibile metodo per mio figlio d’imparare (storia dei pellerossa, presepio fatto in das, cartone e stuzzicadenti)

 

Mio figlio ha sempre amato tanto quello che abbiamo chiamato il gioco del “parla”ovvero che io e lui usiamo degli omini o pupazzi o macchinine o quant’altro voglia lui ( a volte persino i nostri disegni o  le figure di un libro)  e li facciamo parlare, inventando storie sul momento e personaggi e persino tonalità di voci. E’ una sua passione fin da piccolissimo.Quando era più piccolo voleva che fossi io a inventarmi le storie, già da almeno un anno  invece ha molta più iniziativa, si inventa quasi tutta la storia da solo improvvisando e mi dice quasi sempre cosa devono fare o dire i miei “personaggi”,    a volte anche la tonalità di voce che devo usare!

Mio figlio sostiene di voler fare il regista da grande…..

(oltre che  l’attore e ….

oltre che  pulire le case degli altri!)

 

Ci sono dei temi che lui vuole riprendere più volte e una storia in particolare che gli piace ripetere. Ad esempio, avendo un magnifico set di personaggi di legno e stoffa di una tribù pellerossa, con tende e fuoco e cavalli e bisonti , io m’inventai li per li, una storia con questa tribù in perfetta armonia con la natura, dove secondo mio figlio   i cavalli parlavano e pure i bisonti e lui poi introdusse nel gioco pure tutte le sue automobili giocattolo  che divennero, l’ “arma” con cui l’uomo bianco spaventava i pellerossa, li allontanava dalla loro terra e distruggeva questa perfetta armonia con la natura, abbattendo alberi e coprendo tutto di cemento e catrame e grandi città. I poveri pellerossa si rifugiavano in montagna. Ma mio figlio non voleva mai che la storia finisse così e allora prima faceva puntualmente intervenire il supereroe alieno di Ben Ten, due per due, che cacciava l’uomo bianco e distruggeva le sue macchine,  poi Ben Ten si trasformava nel  supereroe alieno di Cromoraggio che ha il potere di ridare la vita ai mondi e allora finalmente il popolo dei pellerossa poteva tornare al suo mondo rinato e a nuova vita.

Un po’ di tempo fa ha voluto ri-giocare ancora ai pellerossa e auto dell’uomo bianco e a me è venuto in mente che in realtà questa storia non è poi così lontana dalla reale storia americana. Così gli ho spiegato che questa vicenda aveva un fondamento di realtà, gli ho spiegato la vera e triste epopea  dei pellerossa, lui stava in braccio a me e abbiamo guardato sull’atlante per bambini dove abitava questo popolo. Gli ho parlato di Cristoforo Colombo e delle sue scoperte, di Amerigo Vespucci. Gli ho parlato di come gli antichi pensassero che la terra fosse piatta proprio come un piatto e avevano paura che, a spingersi troppo lontano sul mare, avrebbero potuto cadere giù e di come invece grazie ai navigatori ed esploratori si sono potuti confermare i dati scientifici sulla rotondità della terra come una palla e nessuno di noi può cadere per la forza di gravità. Gli ho raccontato della terribile storia del popolo africano rapito e portato in america come schiavo e della storia della loro liberazione e tante altre cose. Gli ho fatto vedere due brevi cartoni animati sull’argomento. Lui era sinceramente molto più interessato di quando gli leggo o racconto favole! 

 

Allora pensai:  il gioco del parla è allora forse un possibile e sicuro metodo di mio figlio per imparare!

 

Credo che  lo “userò”  al momento opportuno.

 

E certamente le varianti sono sempre possibili e inventabili. Già mi vedo  a spiegargli una data storia di un certo periodo, così come ho fatto anche con la vita  di Gesù. Già mi immagino a modellare in modo rudimentale il das per fare  i personaggi del periodo  storico, così come abbiamo fatto per il presepio. E già mi vedo  lui che poi non smette un attimo di voler giocare al parla con questi personaggi, proprio come ha fatto con il nostro presepio l’ultimo Natale, che a parte la capanna  e i personaggi davanti alla capanna, è stato fatto da noi con das, cartone di recupero, stuzzicadenti, tempere e carta.

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4 commenti su “Il gioco del parla: un possibile metodo per mio figlio d’imparare (storia dei pellerossa, presepio fatto in das, cartone e stuzzicadenti)

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