La serendipità dell’imparare

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Il bambino non dovrebbe fare nulla finché è dell’opinione, la sua opinione, che la cosa debba essere fatta.

                                                                         Alexander Neill

Fate attenzione a cosa insegnate, potrebbe interferire con ciò che stanno imparando.

                                                                         Magda Gerber

 

Prendiamo come esempio quello citato da De Vries di un umile vermetto, il bruco, che diventerà una comune farfalla. Si sa che i bruchi crescono rapidamente, si nutrono con voracità: sono degli autentici distruttori di piante. Pensiamo però, in questo caso, a un bruco appena nato che non può, nei primi giorni della sua esistenza, nutrirsi delle foglie grandi degli alberi, ma soltanto delle foglioline tenere che si trovano in cima a i rami. Ma la buona madre farfalla, guidata dall’istinto, deporrà le uova al lato opposto, ovvero nell’angolo che il ramo forma all’intersezione con il tronco, per garantire alla sua discendenza un luogo sicuro e riparato. Chi indicherà allora ai piccoli bruchi appena schiusi che le foglioline tenere di cui hanno bisogno per nutrirsi sono là in cima, in effetti all’estremo opposto del ramo? Il bruco è dotato di una forte sensibilità alla luce: la luce attira, la luce affascina, e lui saltellando, con l’andamento tipico dei bruchi, procede verso la luce più forte, fino all’estremità del ramo; a quel punto, il bruco si ritrova, affamato, in mezzo alle tenere foglioline che costituiranno il suo nutrimento. E’ curioso constatare il fatto che trascorso questo periodo, ovvero quando il bruco è cresciuto, e si può nutrire diversamente, egli perde la sensibilità alla luce; dopo un certo lasso di tempo, la luce lo lascia indifferente: l’istinto è diventato cieco. Il momento in cui era utile è passato e, ormai, il bruco imbocca strade diverse per cercare nuovimezzi di sopravvivenza. Il bruco non è diventato cieco alla luce ma, semplicemente, indifferente. L’esempio del bruco aiuta a comprendere il punto essenziale della questione per quanto riguarda i bambini: la differenza tra una spinta animatrice che induce a compiere atti meravigliosi e stupefacenti, e un’indifferenza che rende ciechi e poco abili. L’adulto non ha nessun potere di agire dall’esterno su questi differenti stati. Ma se il bambino non ha avuto la possibilità di obbedire alle direttive del suo periodo sensibile, l’occasione di una conquista naturale è persa, persa per sempre.”

                                                                     Maria Montessori

Credo profondamente che un bambino vada lasciato libero d’imparare e di seguire i suoi tempi e che l’imposizione dall’esterno possa essere non solo inefficace, ma pure estremamente dannosa.

Penso  inoltre che non vada disprezzato quell’apparente caos creativo dato dall’istinto e che può sembrare un fallimento, ma può invece portare ad un’ illuminazione rivoluzionaria,  ad incontrare quell’ anima di Serendippo, la serendipitàche ci farà trovare proprio  quello che non stavamo minimamente cercando e di cui però avevamo proprio  bisogno.

L’ America è stata scoperta da Cristoforo Colombo mentre cercava le Indie e tante scoperte importanti  sono state fatte in questo modo, mentre si stava cercando tutt’altro, ( il ruolo del pancreas nel diabete mellito, la struttura del benzene, la colla del Post-it, i neuroni a specchio ecc ecc),  ma non si tratta solo di fortuna.

Per cogliere l’indizio che ci porterà alla scoperta, occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative. Non occorre solo studiare,  impegnarsi, occorre anche  sapersi mettere in gioco, sapersi lasciare andare anche all’esperienza della vita e al sano istinto, al cuore, saper accogliere il nuovo, saper avere fiducia nei nostri figli oltre che in noi.

Cosa sarebbe successo al bruco-metafora  della Montessori, se anzichè lasciarlo libero di seguire il suo istinto alla luce, qualcuno gli avesse detto e imposto di mangiare le foglioline verdi? Avrebbe forse iniziato a cercare le foglie,  cercando di sopprimere in se stesso la voglia di luce e questo avrebbe provocato non solo un crescente malessere, ma forse anche il fallimento del suo compito. Non avrebbe più seguito la luce che lo guidava, andando in direzioni opposte  e avrebbe provato a mangiare le foglie troppo grandi e dure. Forse per questa eccessiva fatica, non sarebbe neppure sopravvissuto, proprio come il delicato animo di un bambino costretto da imposizioni esterne e non lasciato libero di cercare dove lo porta l’istinto.

Studio, mi interesso sulle migliori pedagogie d’insegnamento, m’impegno e mi appassiono, ma alla fine è proprio ascoltandolo col cuore nel profondo e lasciandolo libero di essere e anche d’imparare, che mio figlio, il vero principe di Serendippo,   mi sta lui insegnando  e la nostra casa e le nostre vite sono sempre più aperte anche alla serendipità dell’imparare, a farsi guidare dal cuore e  e dall’istinto sano, perchè è solo da li che possono arrivare le vere conquiste.

Questo è il mio impegno con mio figlio e queste pagine diventeranno pian piano il nostro diario delle attività, da quando è nato mio figlio ho sempre cercato di amarlo e di ascoltarlo nei suoi bisogni e così facendo ho fatto molte importanti scoperte, anche l’unschooling  è una di queste, nostro figlio dovrebbe andare in prima elementare, ma abbiamo deciso che faremo unschooling.( Sull’unschooling: http://lacasadiserendippo.altervista.org/ultima-parte-sullunschooling-e-larticolo-integrale-originario-scritto-da-me/ )

Inoltre non riesco quasi a stare dietro a mio figlio, per quante cose mi fa fare assieme a lui, nel nostro apparente caos quotidiano e siccome vorrei cercare di tenere un minimo di memoria di tutto questo,  ho deciso di aprire questo  blog.
Vorrei mettere sul web molto di quello che facciamo e abbiamo fatto, se ci riesco , anche perchè io ho una pessima memoria e poca autostima e sono sempre convinta di fare niente o troppo poco!

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10 thoughts on “La serendipità dell’imparare

  1. Sono parole bellissime e molto vere, le tue e quelle che citi. Sono ammirata per come stai crescendo, o meglio, lasciando essere e svilupparsi, standogli accanto e corrispondendo ai suoi bisogni, il tuo bambino. Ti prenderò a esempio facendomi ispirare dalle vostre avventure arricchenti! Felice inizio!

    • Grazie Nicoletta! Sei troppo gentile! Io cerco di fare del mio meglio e mica sempre mi riesce. Insomma pure io posso ispirarmi anche a te e a voi oltre che ad altri in quello che faccio con mio figlio!

    • Grazie! E’ una strada tutta da esplorare con la sua bellezza e le sue difficoltà, ma sicuramente affascinante.

  2. Congratulazioni per la scelta che fai, tanti auguri per la realizzazione di una direzione “umana” e che magari un giorno ci possiamo incontrare!
    Anche noi siamo protesi verso una educazione semplice dei nostri figli e facciamo parte di un gruppo di homeschoolers di Bergamo.
    ciao!

  3. Sei sempre un esempio! Hai ragione e penserò sempre a queste tue parole ogni volta che avrò qualche titubanza.
    Un abbraccio grande

  4. Ciao Graziella sono Chiara mamma di Leo e Lucia ci siamo incontrate al Trebbo e spero ci saranno altre occasioni perché trovo tu sia una persona di spessore e d’interesse.
    Amo da sempre il tu blog e mi vergogno ad essere arrivata solo oggi a scriverti .
    Grazie per le vostre condivisioni.
    Con stima Chiara

    • Ciao Chiara, non preoccuparti assolutamente per non aver scritto prima, davvero non è mica un obbligo! E grazie per le tue belle parole e in ogni caso per la tua attenzione!

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