La drammatizzazione 3: costumi e maschere

Nei precedenti  articoli sulla drammatizzazione abbiamo visto quanto sia importante nei bambini  questo genere di attività  per rielaborare vissuti,  imparare a gestire conflitti e problematiche,  per imparare ad esprimersi liberamente, ad esercitare il linguaggio, a migliorare creatività ed immaginazione ( secondo la Montessori e molti altri) e pare proprio che sia anche il miglior modo di apprendere, come dice il cono dell’apprendimento di Edgar Dale ( presente nel primo articolo sulla drammatizzazione http://lacasadiserendippo.altervista.org/la-drammatizzazione/ ).

Abbiamo anche visto che si possono  pensare tante  applicazioni della drammatizzazione alla didattica ( matematica, storia, geografia ecc ecc)

Ora vedremo esempi di questo gioco applicato non tanto al far parlare omini o pupazzi, quanto  all’interpretare ruoli ” teatrali ” in prima persona e con l’ausilio di costumi e maschere da inventare e creare.

Quindi altro importante stimolo per la creatività e non solo quella legata al recitare, ma anche quella legata ad inventare costumi e a sviluppare la manualità per colorare, ritagliare ecc ecc

 Vedremo anche quanto sia importante accettare l’invito al gioco dei nostri figli.

In casa abbiamo una valigetta  sempre a disposizione di Francesco con dentro un po’ di materiali che possono servire a travestirsi e mascherarsi. Così l’altro giorno Francesco ha mascherato se stesso con coda di volpe ( finta!), uncino e mantello rosso: era un combattente di demoni, dal nome articolato di “Uomo con la coda di volpe”, perchè  nato con la coda di volpe e aveva perso una mano combattendo un terribile demone. A me ha travestito con cappello e naso da clown e pistola ( sono visibile davvero mignon nello specchio della foto) ed ero anch’io come lui una combattente di demoni.

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Suo padre invece l’ ha mascherato  con maschera orrorifica, cappello da giullare, spada gonfiabile, cravatta e  mantello arancione: era un demone cattivo che lui ed io dovevamo sconfiggere.
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Ed ecco che la battaglia ha inizio: sia Francesco che io spariamo tantissime volte al demone ma non muore mai!

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Il demone sembra avere la meglio.
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Ma a un certo punto riusciamo a sconfiggerlo e il demone si polverizza e di lui rimangono solo le vesti e la maschera.
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Sdraiato per terra compare  un uomo normale che lentamente si sveglia, era lui il demone, ma non ricorda nulla! Riprende in mano la sua spada e si allontana. La mano, che Uomo dalla coda di volpe aveva perso nel combattimento con questo demone, gli ricresce. Scopriamo il mistero: un maleficio di una strega sulla maschera orrorifica trasformava chiunque la indossasse in demone. Bruciamo tutte le vesti del demone e la maschera. Ma brucia tutto tranne la maschera! Allora la seppelliamo. Ma quando ce ne andiamo, la maschera ritorna lo stesso fuori dalla terra  e per eliminare il potere della maschera dovremmo uccidere un milione di volte lo stesso uomo, che la indossa e la continua ad indossare.

E’ solo dell’altro ieri il gioco spontaneo di drammatizzazione con i costumi che Francesco e il suo amichetto hanno messo in piedi spontaneamente :

http://lacasadiserendippo.altervista.org/un-pomeriggio-di-gioco-con-un-amichetto/

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Ma rimane molto importante accettare l’invito al gioco di nostro figlio come evidenziato in questi articoli e filmati ( grazie Annalisa!):

http://www.nontogliermiilsorriso.org/drupal/articoli-vari/accettare-invito-al-gioco-di-nostro-figlio#.USXg0aVyGiR

http://www.nifplay.org/science_intro.html

http://www.ted.com/talks/stuart_brown_says_play_is_more_than_fun_it_s_vital.html

Tra le altre cose ieri  ho stampato su richiesta di  Francesco delle nuove maschere da internet: quella di un teschio e quella di una zucca. Quella della zucca l’ha colorata e ritagliata Francesco. Le abbiamo plastificate e ritagliate e abbiamo messo l’elastico. Ed ecco il risultato:

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Poi Francesco ha voluto fare un nuovo gioco con me e queste maschere, quindi lui era la zucca e io lo spirito della morte, lui era buono e io cattivo.
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Francesco mi ha anche chiesto nel frattempo che cosa significava la zucca ed esplorando in internet ho scoperto quello che neppure io sapevo, ovvero che dall’antichità e per via dei suoi molti semi, è il simbolo della resurrezione dei morti e della rinascita dagli inferi al cielo, oltre che simbolo di fertilità. ( http://www.perlolli.it/news/il-simbolo-della-zucca1/ )

Mi chiedo  questo suo interesse per i demoni quanto possa essere stato influenzato dal capolavoro di Hayao Miyazaki “La città incantata”, che abbiamo visto assieme recentemente, anche se da sempre è un appassionato di Halloween, per quanto io non abbia mai incoraggiato questa sua passione.

Non pago Francesco ha voluto di nuovo indossare la coda di volpe e interpretare una volpe. Mi ha chiesto che verso fa la volpe e così siamo andati sul sito segnalato da un’altra mamma homeschooler:

http://www.paginainizio.com/giochi/bambini/conoscianimali/index.php

e abbiamo sentito il verso della volpe, filmati ed immagini della volpe, oltre che di tanti altri animali.

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3 commenti su “La drammatizzazione 3: costumi e maschere

    • lacasadiserendippo il said:

      Graziana mi lasci dei commenti sempre così belli che mi toglie ogni parola per riuscire a risponderti! Grazie grazie grazie!

    • lacasadiserendippo il said:

      Graziana mi lasci dei commenti sempre così belli che mi togli ogni parola per riuscire a risponderti! Grazie grazie grazie!

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