La lettera a Gesù Bambino, primi elementi di scrittura consapevole e riflessioni sul Natale

Ben più di una settimana fa mio figlio mi ha pregato di scrivere per lui una lettera a Gesù Bambino, lui dettava e io dovevo scrivere quello che mi diceva.

Fino all’anno scorso, a un laboratorio proprio sulla lettera per Babbo Natale, quando era venuto il momento di dire cosa desiderava aveva detto: “Niente!” e non ci fu nulla da fare per convincerlo del contrario e io ne fui pure contenta. Certo più avanti ero lo stesso riuscita a sapere che cosa gli sarebbe piaciuto ricevere.

Ma quest’anno il suo amore per il lego è ormai smisurato e non vede l’ora che venga il Natale, sapendo benissimo cosa chiedere!

Ecco quindi la lettera che mi ha fatto scrivere e che poi lui ha decorato e colorato a suo piacimento.

Notare la firma col suo nome: è la prima volta che scrive il suo nome da solo seppur guardando il modello che gli avevo preparato. Finora infatti si era solo esercitato a scrivere lettere a caso una dietro l’altra e poi a chiedermi ogni volta: “Cosa c’è scritto?”

Poi Francesco ha voluto anche fare la busta e ha voluto lui di sua iniziativa scrivere “Per Gesù Bambino”, pensando con il mio aiuto ogni singola lettera che avrebbe dovuto scrivere. Così prima lo aiutavo a sentire il suono  della lettera da scrivere pronunciando lentamente le parole e poi, dopo che aveva detto il suono della lettera giusta, gli mettevo davanti la lettera del nostro alfabeto mobile-

 

In ultimo Francy ha voluto colorare pure la busta e fotografarla lui stesso!

Quest’anno ho più dubbi degli altri anni nel raccontare la magia del Natale a mio figlio e di come lo spirito d’amore di Gesù bambino porti i regali a tutti i bambini, proprio per festeggiare l’importante evento della sua nascita. E’ il compleanno di Gesù e per festeggiarlo, il suo spirito d’amore fa portare i regali a tutti i bambini. Questo aveva partorito la mia mente gli scorsi anni, volendo far vivere a mio figlio la magia del Natale così come io me la ricordavo dei miei anni d’infanzia e che non fu più lo stesso dopo la rivelazione della verità. Ho pensato che fosse importante non togliergli la possibilità di vivere quella magia intatta, non disturbare anzitempo il suo bel mondo di bambino. A mio figlio non ho mai mentito, mai. Nemmeno su cose piccole come ho visto fare a tanti genitori per togliersi di mezzo da una situazione imbarazzante, fastidiosa, stancante. Tipo “l’altalena è rotta” per poter andare a casa prima, oppure “guarda che c’è un cavallo fuori dal finestrino” per tenerlo sveglio quando era meglio che non dormisse, oppure guarda che arriva il lupo, il vigile e ti da la multa ecc ecc Tutte bugie manipolatorie, menzognere che fanno perdere la fiducia dei nostri figli in noi. Non gli ho mai mentito e se gli ho raccontato la magia del Natale dicendogli per una volta quello che più o meno dicono tutti, non l’ho fatto pensando di mentirgli. Ma lo spettro di cosa penserà quando scoprirà che siamo noi che gli facciamo i regali, visto che sa bene che noi non gli abbiamo mai mentito, un po’ m’inquieta, temo appunto che possa pensare di non potersi più fidare di noi-
Anche se io non gli ho proprio del tutto mentito dicendo che è lo spirito d’amore di Gesù bambino che porta i doni e che c’è questa tradizione da tanto tanto tempo, perchè è davvero cosi
Certo da noi da sempre è aborrito l’odiosissimo: “Gesù, Babbo Natale, la Befana portano i regali solo ai bambini buoni”, perchè oltre che tanto diseducativo per l’Unconditional Parenting in cui credo, sarebbe pure contrario allo stesso spirito cristiano. Dio ama tutti allo stesso modo e non ci da in base ai nostri meriti, non dobbiamo meritarcelo il suo amore, perchè c’è a prescindere per tutti.Visto che, dopo una vita di agnosticismo, da qualche anno sono cattolica,  che almeno l’amore di Dio e di Gesù possa rimanere incondizionato non è cosa da poco!

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