La socializzazione di un homeschooler (critica)

“La socializzazione nella scuola familiare non c’è,  oppure è fuori dal mondo e troppo selezionata, perchè  i bambini si incontrano solo con chi ha deciso il genitore, ed è sicuramente inferiore e meno varia  della socializzazione  scolastica.”

Non mi ritrovo affatto con questa affermazione in virtù di quella che è la mia esperienza.. Quando le giornate lo permettono andiamo al parco della nostra zona. Dopo le 16 e il sabato e la domenica, il nostro  parco è sempre pieno di bambini di ogni età, di ogni estrazione sociale, di ogni etnia e provenienza. Non sono poi di certo io che scelgo gli amici a mio figlio, se mai è lui che se li sceglie e nelle sue amicizie,  ci sono bambine e bambini di varia età e varia provenienza sociale e persino bambini più violenti e altri no. A volte poi al parco ci sono anche bambini con cui mio figlio non si trova bene, ma può succedere che si trovi lo stesso a interagire con loro. Quando le giornate non lo permettono più o invitiamo a casa nostra gli amichetti o andiamo a casa loro, decide sempre mio figlio chi frequentare, oppure si va in ludoteca e a breve forse aprirà anche  una ludoteca di zona. Poi ci sono i vari corsi a cui ci si può iscrivere e dove le persone non si possono certamente selezionare.

Se però è la mamma che “seleziona” con chi vedersi, come quando ci incontriamo con altri homeschoolers, c’è da stupirsi di quanta  varietà ci sia anche in queste famiglie e in questi bambini, credo pure maggiore di quella che si potrebbe trovare a scuola. Noi ad esempio abbiamo cresciuto nostro figlio con empatia e molto attachment parenting e unconditional parenting, ma mica sono tutte così le famiglie che non mandano i loro figli a scuola! Potrei sicuramente dire di avere maggiori punti in comune  con chi è attachment parenting e unconditional parenting, anche se manda i proprio figli a scuola, che con alcuni homeschoolers.

La socializzazione della scuola, non è una vera socializzazione, in quanto è forzata. I bambini stanno insieme giornate intere, ma possono anche non socializzare davvero, per come è strutturato l’ambiente scolastico, per come gli insegnanti non vengono preparati in Italia a gestire il gruppo classe. Addirittura a scuola i bambini possono imparare dei meccanismi alquanto distorti di socializzazione (bullismo, vari meccanismi del gruppo scolastico alienanti dalla società ecc ecc) .

Inoltre a scuola possono socializzare solo con coetanei, quindi in  un ambiente sociale artificiosamente  selezionato dagli adulti e meno vario di quello che frequenta un bambino che non va a scuola.

Chi non va a scuola frequenta persone di tutte le età, non solo bambini di varie età.

Chi non va a scuola non viene rinchiuso in un luogo “fuori” dalla società, ma può crescere rimanendo all’interno della società.

Inoltre credo che venga fatta veramente un eccessiva mitizzazione della socializzazione con i coetanei, come ho descritto in questo articolo:http://lacasadiserendippo.altervista.org/la-socializzazione-con-gli-altri-bambini-e-spesso-troppo-mitizzata/

In ultimo: la scuola istituzionalizzata è un invenzione dell’ultimo secolo e mezzo,  il piccolo dell’uomo è vissuto, cresciuto  e ha socializzato per millenni anche e sopratutto senza la scuola!

Perchè invece ora siamo spesso così schiavi del pregiudizio che la vera socializzazione si può fare solo a scuola?

 

Altro articolo che tocca l’argomento della socializzazione per un homeschooler:

Che problema per noi homeschoolers la socializzazione!

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4 commenti su “La socializzazione di un homeschooler (critica)

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