La zebra, il leone dove vivono? E il cavallo? Perchè ai poli fa freddo? E perchè c’è il giorno e la notte?

Francesco mi ha chiesto dove vivessero tutto un lungo numero di animali, allora ho preso il suo atlante geografico per bambini e abbiamo guardato insieme le zone dove vivono questi animali.

Gli animali nel mondo sull’atlante geografico per i piccoli.

Ad esempio il leone vive solo in Africa e quindi abbiamo guardato l’ Africa sia sull’atlante geografico, che sul mappamondo gonfiabile e gli ho fatto vedere anche l’isola di Madagascar, che è famosa per un cartone animato sugli animali.

L’ Africa sull’atlante geografico per i piccoli

L’ Africa sul nostro mappamondo gonfiabile

Che bello cercare la zebra, il rinoceronte, la tigre che vive solo in Asia, l’orso, il cane che non c’è sull’ altlante perchè c’è ovunque, il gatto idem, e tanti altri guardando ogni volta sull’atlante e sul mappamondo.

Abbiamo quindi parlato dei vari continenti, di come in epoca molto lontana i continenti fossero tutti uniti in un solo continente chiamato Pangea, ci siamo messi a  guardare i poli, gli orari diversi sulla terra a seconda del fuso orario.

 

Il polo sud e gli orari diversi ,a seconda del fuso orario, sul nostro mappamondo gonfiabile.

Abbiamo riparlato della rotazione della terra su stessa, che crea il giorno e la notte e riguardato il sistema solare e come i raggi arrivano sulla terra e per quale motivo ai poli fa freddo e all’equatore caldo.

Che bello  giocare  con questo bellissimo sistema solare interattivo:


http://www.solarsystemscope.com

Francesco ha riconosciuto la Cina sul mappamondo gonfiabile,  ne ha osservato la grande estensione.  In Cina gli ho anche  spiegato che  vive il popolo più numeroso della terra.

Mio figlio puntava il dito su uno stato del mappamondo e mi chiedeva di leggergli il nome.

Dulcis in fundo siamo arrivati siamo tornati a parlare di animali e in particolare  del cavallo che sull’atlante geografico  non è segnato.

Mi ricordavo  che il cavallo era stato  portato dagli europei in America e gli indigeni non lo avevano mai visto, abbiamo controllato ed è proprio così:

“La specie più antica di vero cavallo, chiamato Equus stenonis, fu scoperto in Italia, e si ritiene originato dal Plesippus fra la fine del Terziario e l’inizio del Quaternario. L’ Equus stenonis evolse rapidamente in due rami, uno più leggero ed uno più pesante. La forma originale di cavallo nordamericano recente è chiamato Equus scotti e non era molto diverso dalla forma europea; tuttavia, alcuni tipi superavano in grandezza (Equus scotti var. giganteus) il cavallo moderno.
Estinzione in America [modifica]
In Sud America il Plesippus si stava evolvendo in un animale chiamato Hippidion. L’ Hippidium aveva gambe relativamente corte, con un naso particolarmente lungo. Continuò a vivere a lungo nelle pampa sudamericane, ma alla fine si estinse. Anche tutti gli altri cavalli nordamericani si estinsero, forse a causa di qualche malattia infettiva; tuttavia si sostiene che gli uomini possano averli cacciati fino all’estinzione, poiché la comparsa dell’uomo in America è avvenuta approssimativamente nello stesso periodo dell’estinzione della maggior parte degli altri grandi mammiferi americani.
I cavalli in America in epoca storica [modifica]

Alla fine del XV secolo, quando i primi europei raggiunsero l’America, non c’erano cavalli; gli indigeni americani (nell’attuale Messico e Perù) non avevano neppure un nome per l’animale. Gli spagnoli importarono i precursori di tutti i cavalli americani. I cavalli sfuggiti e il bestiame si inselvatichirono nelle praterie e formarono grandi branchi, per essere in seguito ricatturati e addomesticati”

dal link:


http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione_del_cavallo

Infine Francesco  ha voluto giocare con un po’ di animali giocattolo,  facendo finta che fossero in Africa e mi ha detto che vorrebbe andare ad un zoo safari a vedere tanti animali dal vero, la prossima primavera ci andremo di sicuro.

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