I figli non ci appartengono, ricordi d’estate e salti con gli elastici(Una madre homeschooler lascia crescere libero suo figlio)

A chi critica che fare homeschooling significa imprigionare i figli in un amore morboso , un amore di una madre che non vuole  lasciare crescere il proprio figlio, dedico queste riflessioni.

In questo freddo inverno prossimo al Natale, ho ritrovato le foto di questa estate in Liguria, di quando Francesco saltava con gli elastici  e il ricordo mi ha assalito.

Quanta malinconia in  ogni momento del tempo che ci sfugge via!

Quando lui mi chiama  e io delle volte ho da pulire la cucina e magari non vado subito,  eppure  lo so che è tutto tempo prezioso ogni tuo istante Francesco. Nonostante il tanto tempo che passiamo assieme, eppure lo stesso ci sfugge via questo tempo!

Già mi manca il mio bambino di qualche mese fa, ancora di più mi manca il cucciolo di anni fa.

Le immagini e i video attenuano o aumentano, chissà, questa nostalgia e già lo so nel fondo del mio cuore che già ora tu , mio figlio, mi manchi, perchè so che non sei mio e proprio perchè ti  amo così tanto,  so che sei libero, libero anche da me e già  so che sarai così tanto libero, proprio anche per il mio tentativo di lasciarti dipendere finchè ne hai davvero bisogno, di nutrirti di tutto ciò che hai bisogno nel tuo midollo di persona. Sarebbe forse più facile non lasciarti dipendere da me come e per quanto tu  ne abbia bisogno,  per garantirmi il tuo eterno ritorno da me, per via del vuoto di necessità di me, che ti  avrei creato. Quanto sarebbe comodo, auto-nutritivo, autocelebrativo,  ma quanto  profondamente sbagliato e privo di vero amore! Non lasciarti dipendere da me  quanto  ne hai bisogno, senza nutrirti di ciò che mi chiedi, non lasciarti essere libero davvero, libero persino d’imparare e  con tutta la mia fiducia,  lasciarti queste ferite,   per garantirmi la tua fede eterna e il tuo eterno bisogno di me.

Ma ti amo troppo per davvero e nel modo giusto e ne sono troppo consapevole di quale è davvero il tuo bene in questo. Piuttosto mi taglierei una mano, piuttosto che permettere  alla mia mano di trattenerti quando vuoi  andare.

Ed io  lo so che da quando sei  nato, ogni giorno voli un poco via da me e lo so che poi volerai via del tutto, e volerai tanto lontano , proprio anche  perchè io consapevolmente ti avrò dato  quello di cui davvero avevi bisogno, perchè consapevolmente non c’è cosa più preziosa per me del lasciarti crescere libero.

Mi vedo con te grande e libero, libero anche da me e in quel momento negli occhi miei asciutti, sarò felice di aver completato il mio compito di madre e nel mio cuore, mista all’ammirazione della tua libertà,  saranno forse inevitabili le lacrime di saluto al bambino che non sei più, di un figlio mai stato davvero mio  e che si allontana come deve essere, per vivere la sua e solo sua vita.

Lo so, mi conosco, per amore tuo sarei disposta a trafiggermi il cuore di una lancia appuntita , ma ti lascerò andare e  ti darò pure tutto ciò che chiedi per andare e per essere libero.

Ma ti dirò anche grazie di tutta la bellezza e la grazia che mi hai donato, di tutta la tua tenerezza dolce di bambino con cui hai illuminato la mia vita. Io lo so, lo so dunque profondamente che i figli non ci appartengono, che noi siamo solo i loro archi come nella bella poesia di Gibran:

 

I Figli

E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.

I figli non sono nostri, noi siamo solo i loro archi, è profondamente vero nella legge dell’autentico amore, lasciare crescere liberi i nostri figli.

Ed è anche vero che dei figli possediamo solo noi una cosa preziosissima, forse la più preziosa: tutta la  loro infanzia vissuta insieme, che grande immenso dono!

Certo pure loro, i figli,  possiedono i nostri anni migliori, quando ancora giovani ma maturi di vita gli abbiamo donato tanto di noi,  il nostro cuore, le cure delle nostre mani e le fatiche di ogni giorno,  perchè così deve essere , così è essere madre.

Grazie Francesco della tua presenza nella mia esistenza per questi brevi anni della tua vita bambina, grazie per i tuoi occhi di fanciullo, dei quali,  solo io e tuo padre conosciamo la luce primigenia, grazie della tua luminosa essenza di bambino, a cui dico grazie nel massimo rispetto, senza nulla prendere da te,  se non solo quello che ci vuoi e ci vorrai donare spontaneamente. Grazie della tua maestosa essenza divina così risplendente. Grazie di ogni cosa che riesci a mostrarmi e ad insegnarmi.

Però la carezza della tua voce di bimbo sul mio cuore, solo io potrò serbarla.

 

Ed eccoti qua dunque in queste foto estive, in un momento qualunque delle tua breve infanzia, a circa 4 anni e 9 mesi. Hai voluto provare a fare l’acrobata saltando con gli elastici anche fino ai 4-5 metri di altezza.

Sicuramente è stata un attività che ha migliorato la tua autostima, la tua indipendenza, la coordinazione, il movimento  e che tu hai fatto sempre sorridendo felice.

Ma da chi avrai  preso questo amore per lo sport estremo ? Questa tua voglia di volare così in alto e lontano, questo coraggio?  Forse dalla tua  mamma ex-paracadutista e amante delle strade ferrate, nonchè coraggiosa pioniera delle strade migliori anche se più difficili?

Salta, Salta Francesco!

Proprio come nei tuoi salti di bimbo,

più carichi l’affondo verso il basso

e più riesci a volare in alto,

così la tua libertà da me,

più ti avrò lasciato radicare nel profondo, soddisfacendo il tuo bisogno

e più sarai libero.

Salta, salta Francesco!

 

Francesco mentre viene imbragato da un addetto.

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4 commenti su “I figli non ci appartengono, ricordi d’estate e salti con gli elastici(Una madre homeschooler lascia crescere libero suo figlio)

  1. da più giorni mi tornano in mente queste bellissime immagini, tanto che mi sono permessa di postarle su Facebook!
    Auguri di Buon Anno a Francesco e ai suoi genitori

    • lacasadiserendippo il said:

      Grazie per gli auguri che ricambio. Per quel che riguarda le foto sono contenta che ti siano piaciute, ma non so se hai visto che cosa c’è scritto nel “COPYRIGHT: I testi e le immagini di questo blog non possono essere usati senza esplicito permesso.” quindi apprezzo che tu me lo stia dicendo, ma avresti dovuto chiederle prima di utilizzarle, anche perchè io non ho alcun modo per vedere dove le hai messe. Altra cosa importante le foto di questo blog devono sempre riportare il link di dove sono state prese. Spero che tu comprenda.

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