Trivial Pursuit casalingo: verifica e ripasso in modo divertente.

Ci hanno regalato una versione mini del famoso gioco Trivial Pursuit, interamente dedicato alla nazionale italiana di calcio.

Io e Francesco non siamo per nulla appassionati di calcio e non ne sappiamo nulla, ma oggi Francesco ha voluto provare questo nuovo gioco, anche se sulla scatola indicano gli 8 anni come età minima.

Le domande erano difficili e impossibili pure per me ed entrambi tiravamo ad indovinare nelle risposte, Francesco ne risentiva, si spazientiva e io più volte ho proposto di smettere o per assurdo di scriverci noi delle domande. Francesco ricalcava il mio borbottare dicendo che avremmo dovuto fare delle belle domande sui mostri e così pur avendo voluto finire la prima partita, successivamente, dopo la merenda e un break di cartoni animati, ci siamo messi a creare le nostre domande.

I quesiti  in questo gioco sono divisi per colore e ogni carta ha tutte le domande dei diversi colori e sul retro le risposte, come nella foto:

Una carta con le domande del Trivial pursuit

In casa abbiamo molti cartoncini leggeri di vari colori, così ne abbiamo preso uno per ogni colore e li abbiamo tagliati in misura . Per le domande sui mostri Francesco ha scelto il blu e le domande sui mostri le ha interamente decise lui, questi mostri sono un parto della fantasia di mio figlio! Per esempio una domanda inventata da lui è stata:

“Qual’è il mostro che si arrabbia sempre?”

Risposta( sempre decisa da Francesco): Il mostro dell’acqua

Poi Francesco ha deciso il cartoncino giallo per i cartoni animati amati  e qui per esempio una domanda inventata da lui è stata:

Chi ha la pancia più grossa in Peppa Pig?
Risposta: Papà Pig

A me sono sembrate opportune anche la sezione rosa per le lettere e le parole, la sezione verde per la matematica, la sezione rossa per il corpo umano, la sezione arancione per geografia, storia e varie e Francesco ha partecipato alla decisione anche di queste sezioni.

Così ho visto apparire all’orizzonte l’opportunità di ripassare e “interrogarlo” su quello che sa,  di fare un verifica delle sue conoscenze e senza che mio figlio la senta tale.

Nelle lettere ho messo tutto l’alfabeto e qualche parola intera da leggere, di quelle appese alle pareti della nostra stanza, in matematica ho messo i numeri fino a 10 e qualche facile addizione, nel corpo umano molte domande me le ha suggerite mio figlio, in storia e geografia mi sono sbizzarrita sugli argomenti già trattati con lui, ma per ogni sezione le carte erano solo 13.

E intanto nell’inventare domande già abbiamo ripassato e verificato!

Ecco qua qualche esempio di carte casalinghe:

Così abbiamo fatto la nostra seconda partita, io usavo ancora le carte della nazionale di calcio e mio figlio le carte fatte da noi e alla fine ha vinto lui e anche molto facilmente, perchè ha sbagliato quasi niente e io di calcio non so nulla ed oltre ad essersi esercitato in tutte queste materie giocando, si è pure continuamente esercitato a contare le caselle del tabellone dopo aver tirato i dadi!

 

L’unico dubbio che mi è venuto è se questo gioco possa sembrare un poco come un premiare in qualche modo, perchè io sarei contraria pedagogicamente parlando a premi e punizioni, sono per l’Unconditional Parenting. Perchè questo gioco ti premia con la conquista dei vari spicchi colorati e poi vinci se rispondi esattamente.

Forse  finchè sarà mio figlio che lo vorrà fare, il rischio di viverlo come un premio sarà minimo e per il futuro prevedo già di poter aggiornare puntualmente le domande delle carte in base agli argomenti svolti.

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